Scuola sempre piu' un fatto
privato..
autore: Giuseppe Filetto (Genova)
Di GIUSEPPE FILETTO GENOVA - Il "virus" della disobbedienza ai test si diffonde
in tutta Italia. Sul sistema di valutazione del sistema scolastico, introdotto
dal ministro Moratti, da Genova a Napoli, da Bologna a Milano parte il rifiuto
delle schede prestampate e spedite a tutti i direttori scolastici e ai presidi.
I genitori, ritenendo discriminatori i test, scrivono "diffide", proibendo ai
capi di istituto di distribuire i questionari ai figli. Gli insegnanti sono
divisi: una parte recepisce i suggerimenti delle famiglie, un'altra obbedisce
alle direttive del ministero, che ha ordinato ai direttori scolastici regionali
di inviare gli ispettori nelle scuole, perché "facciano rispettare la legge". Il
decreto di istituzione dei test, approvato lo scorso ottobre, obbliga i
direttori scolastici e i presidi a farli svolgere in seconda e quarta elementare
e in prima media; lasciandoli facoltativi nelle superiori. Il ministro
dell'Istruzione presenta le prove come metodi scientifici,
attraverso i quali stabilire i livelli di apprendimento degli studenti e le
metodologie utilizzate dai docenti. Di fatto, le schede, consegnate dagli
insegnanti agli alunni, che dovranno rispondere alle domande, serviranno per
valutare scuole e docenti, destinando fondi di incentivazione alle scuole e al
personale. Il termine per effettuare le prove era stato fissato al 9 aprile, è
slittato ulteriormente perché pochissimi presidi sono riusciti a farli entro
quella data. Tanto che l'Ufficio Scolastico Provinciale (l'ex Provveditorato) di
Milano ha ordinato il recupero nelle classi dove durante le prove si sono
registrate assenze di alunni superiori al 90%. La protesta monta in tutta la
Penisola, guidata anche su internet dal Coordinamento Nazionale per la Difesa
del Tempo Pieno. La Flc-Cgil, seppure non contraria alla valutazione, chiede
però garanzie al ministro "su come si colloca il sistema Invalsi, di cui non si
conosce il fine e l'uso". "Denunciamo l'assenza di democrazia con cu
i vengono prese le decisioni - dichiara Emanuela Massa, presidente del consiglio
dell'Istituto Comprensivo del Centro Storico di Genova - la vergognosa pratica
di mettere i bambini al centro di scelte importanti". I genitori, rappresentanti
di classe della media Garaventa, denunciano che "le maestre hanno effettuato le
prove sotto la sorveglianza degli ispettori ministeriali". A Napoli diversi
istituti, con insegnanti e interi collegi dei docenti, si sono schierati contro
"un sistema che vuol misurare conoscenze e capacità apponendo crocette,
escludendo la possibilità di riflettere". Le famiglie del Circolo Didattico di
Bagnoli, riunite in assemblea, hanno detto no alla partecipazione dei loro
bambini ad una prova "che umilia le intelligenze". A Bologna, il Centro Studi
per la Scuola Pubblica invita al boicottaggio. Alla "Soliero" di Modena, il
collegio docenti si è rifiutato di deliberare, e Michele Bonicelli, insegnante,
non ha nessuna intenzione di "somministrare i questionari agl
i alunni". Lo stesso hanno fatto i docenti della scuola elementare a tempo pieno
di Cernusco sul Naviglio. (26 aprile 2005)