Olio di colza: Quattroruote o Quattropalle?

Fonte: www.wikipedia.org
Un mese fa circolava in rete un testo apocrifo a me attribuito pieno di
stupidaggini sull’olio alimentare di colza
da usare come carburante
per autotrazione.
Ho subito smentito di essere l’autore di quel testo. Alcuni
tra quelli che lo hanno diffuso hanno divulgato la smentita. Sembra che
sia rimasto solo il mensile Quattroruote (maggio 2005) dell’editrice
Giovanna Mazzocchi Bordone ad attribuirmi quelle sciocchezze in un articolo anonimo firmato E.B. e R.B.
Il testo apocrifo insisteva sull’opportunità di comprare
bottiglie di olio alimentare di colza e di usarlo al
posto del gasolio minerale, promettendo grandi risparmi pecuniari, nessun danno
al motore e molti danni al fisco.
Io invece sono per alzare il prezzo dei carburanti e non
ritengo gli olii vegetali un’alternativa
valida al petrolio. Ecco cosa penso:
RADDOPPIARE IL PREZZO, DIMEZZARE IL
CONSUMO
Le tasse sui carburanti non esistono per la malvagità dei ministri delle
finanze. Anche se a volte in parte mal destinate, le
tasse sui carburanti esistono per coprire almeno una parte dei costi diretti
(costruzione e manutenzione delle infrastrutture) e indiretti (inquinamento,
danni al clima e alla salute, incidenti, terapie) della mobilità privata
motorizzata. Io sono favorevole a un piano graduale e
programmato per raddoppiare in 10
anni del prezzo dei carburanti, anche di quelli vegetali
oleosi. Raddoppiare il prezzo dei carburanti è il modo più efficace per indurre
l’industria a produrre veicoli che consumino metà di
quelli attuali, cosa già possibile da diversi anni.
ECOBILANCIO DEI BIOCARBURANTI
OLEOSI PER AUTOTRAZIONE
In un ampio studio l’UBA, ufficio
federale per l’ambiente (Germania), conclude che i
carichi ambientali generati per produrre biocarburanti oleosi in Germania (uso di terreni
agricoli, pesticidi, concimi chimici, macchine agricole, petrolio) non sono compensati dai vantaggi di
questi carburanti.
BIOCARBURANTI OLEOSI SU LARGA
SCALA
La popolazione mondiale aumenta,
ma le superfici coltivabili no.
Queste sono prevalentemente destinate alla produzione alimentare, che da vent’anni cresce meno di quanto cresca la popolazione. La
decisione di destinare una parte di questa superficie ai biocarburanti
per la mobilità privata motorizzata invece che alla produzione alimentare è una
decisione sociale che va presa a livello globale (ONU,
FAO) e nazionale (UE, governi, società civile).
BIOCARBURANTI RAGIONEVOLI
Esistono casi limitati e particolari dove l’ecobilancio
dei biocarburanti è più
favorevole. Esempio:
- Alcoli (metanolo e etanolo) di origine
agraria prodotti in paesi ad alta produttività (es. etanolo in
Brasile)
- Alcoli prodotti da fermentazione di scarti di
produzione agricoli, alimentari o industriali
- Carburanti oleosi autoprodotti da agricoltori in paesi o zone
specialmente favorevoli oppure poco accessibili ai carburanti fossili e usati
in motori diesel specialmente modificati (es. Ing. Elsbett).
DANNI AL MOTORE
In quei casi limitati in cui fosse ragionevole usare
per autotrazione olii
vegetali, devono essere modificati o l’olio o il motore, o tutti e due. L’olio alimentare danneggia un motore
diesel normale.
Postato da Beppe Grillo alle 19:43 in Trasporti/Viabilità
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