La nuova legge elettorale
come avrete sicuramente sentito, il Governo si appresta a varare una nuova legge
elettorale; ci proverà, non è detto che ci riesca. La chiama proporzionale; non
è vero, è una truffa. Provo a spiegare perchè anche, e soprattutto, chi (come me
e tanti e tante di voi) è favorevole al sistema proporzionale, deve contrastare
questa legge. Non certo per difendere l'idea del sistema maggioritario, che non
consente che misurino due (o più) idee della società, ma solo due varianti
dell'idea dominante.
Il progetto del centrodestra prevede:
- abolizione dei collegi e ripristino delle circoscrizioni elettorali (26, 3 in
Lombardia, 2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 1 per ciascuna
delle restanti regioni);
- sbarramento del 4 per cento alla Camera e 3 per cento al Senato;
- indicazione della coalizione di cui si fa parte e del Premier della coalizione
(futuro Presidente del Consiglio);
- premio di maggioranza di 50 seggi se la coalizione vincente non raggiunge il
54 per cento;
- ripristino delle liste di preferenza, con le quali viene eletta la metà dei
parlamentari (2 schede per la Camera, 2 schede per il Senato).
Questo "proporzionale con sbarramento" differisce radicalmente dal modello
tedesco, forse ne è l'opposto. Infatti, ogni partito deve indicare prima la
coalizione di cui fa parte e il candidato che sostiene (una sorta di elezione
diretta).
La differenza sostanziale riguarda l'applicazione dello sbarramento: chi non
raggiunge il 4 per cento non ottiene seggi, ma non concorre neppure alla
vittoria della coalizione di cui fa parte. Infatti, il premio di maggioranza non
viene attribuito alla coalizione che ha preso più voti, ma alla coalizione che
ha eletto più deputati, sommando quelli eletti dai partiti che la compongono che
hanno superato la soglia dello sbarramento.
Facciamo un esempio:
- la Casa delle Libertà è composta di 4 partiti, tutti al di sopra dello
sbarramento; ipotiziamo che, alle politiche, prenda il 46 per cento (FI 23, AN
12, UDC 6, Lega 5); tutti questi voti saranno utili, concorreranno alla
vittoria.
- l'Unione è composta da tanti partiti e non tutti raggiungeranno il 4 per
cento; immaginiamo che l'Unione vinca le politiche con il 56 per cento (quasi 3
milioni di voti in più, un succcesso netto); essi saranno divisi,
forse, così: DS 23, Margherita 12, Rifondazione 5, Pdci 3, Verdi 3, Di Pietro 3,
Sdi 3, Udeur 3, altri 1 (sono solo ipotesi); solo i primi 3 partiti otterrebbero
seggi concorrerebbero alla vittoria della coalizione, sommando il 40 per cento
dei voti e dei parlamentari ottenuti; il resto andrebbe perso.
- nel caso ipotizzato, la Casa delle Libertà vincerebbe le elezioni 46 a 40 e
(con il premio di maggioranza) otterrebbe i deputati che servono per governare.
E' come se, in una partita di calcio, sapendo che 11 contro 11 si perde, si fa
approvare una regola che impone giocare 11 contro 8. La differenza (clamorosa e
stravolgente) rispetto ai sistemi proporzionali con sbarramento sta tutta qui: i
voti dei piccoli partiti non concorrono neppure alla vittoria della coalizione e
il premio di maggioranza può far vincere chi in realtà ha perso. Altro che
proporzionale! altro che rappresentanza fedele dell'elettorato!
C'è un'altro meccanismo fatto a posta per favorire la Casa delle Libertà, il
ritorno delle liste di preferenza con le quali, specie al Sud, si controllerà
meglio il voto di scambio; sul ruolo delle liste ne sappiamo qualcosa anche a
Recanati...
Spero di non avervi annoiato troppo.
P. P.