> Ciao a tutti e tutte,
>
> in questi mesi, sarà perchè oggettivamente l'Italia partecipa ad una
> guerra,
> si è fatto un gran parlare sul concetto di patria; la "convention"
> celebrativa dei 10 anni di Alleanza Nazionale aveva come slogan: "Dieci
> anni
> fa eravamo solo noi a chiamare Patria l'Italia. Adesso siamo la
> maggioranza". Che stia riemergendo (orgogliosamente rivendicato) il più
> importante e caratteristico dei tradizionali valori fascisti, la Patria
> (con
> la P maiuscola)? Forse.
> La Patria è un valore solo fascista/reazionario/nazionalista? oppure fa
> parte dei principi di una democrazia? Chissà.
>
> Una parte della sinistra non sembra avere dubbi, se Fassino (ad esempio)
> afferma che la sinistra riformista non ha nulla contro il concetto di
> patria
> (certamente meglio con la p minuscola). Il dibattito è aperto e tutte le
> posizioni hanno dignità.
>
> Al direttore di "Liberazione" Piero Sansonetti, e credo anche a molti
> altri,
> sono venute in mente le parole di Don Lorenzo Milani: "la patria per me
> sono
> gli oppressi, e lo straniero non gli oppressori". Questa frase è conteuta
> nella famosa "Lettera ai cappellani militari" che il priore di Barbiana
> scrisse il 12 febbraio 1965. Era successo che, il giorno prima (11
> febbraio
> 1965) un gruppo di cappellani militari toscani in congedo avevano scritto
> un
> documento nel quale si condannava duramente l'obiezione di coscienza,
> definita "una viltà contraria ai principi dell'amore cristiano", e si
> esaltava il valore della Patria e dei soldati combattenti.
>
> Don Milani pubblicò la "Lettera" su "Rinascita", il settimanale del PCI,
> diretto allora da Luca Pavolini; ci fu uno scandalo; le gerarchie
> ecclesiastiche, per bocca dell'arcivescovo di Firenze Mons.Florit,
> minacciarono la sospensione "a divinis"; la magistratura di Firenze avviò
> un
> procedimento penale per apologia di reato; quale reato? l'obiezione di
> coscienza, appunto, detta anche diserzione o tradimento. Assolti in primo
> grado, Milani e Pavolini furono condannati in appello il 28 ottobre del
> 1967. Don Milani, nel frattempo, era morto quattro mesi prima, ma il
> Direttore di "Rinascita" fu condannato.
>
> Oggi, nessuno vi farà mai leggere la "Lettera" di Don Milani, e nessuno la
> farà più leggere agli studenti della nuova scuola morattizzata;
> Liberazione
> ha pensato di pubblicarla quasi integralmente. Per chi non l'avesse mai
> letta e fosse curioso di conoscere il pensiero di un grande uomo di
> chiesa,
> vi riporto gli indirizzi internet (visibili a partire da domani):
>
> versione HTML
>
http://www.liberazione.it/giornale/050208/default.asp
>
> versione PDF
>
http://www.liberazione.it/giornale/050208/gopdf.asp?pdf/XX_12-PAG-1+.pdf
>
> Un abbraccio,
>
> Paolo